Il no di 41 sindaci al Termovalorizzatore di Montello, ecco il testo. Non firmano Montello, San Paolo e Albano

Il no di 41 sindaci al Termovalorizzatore di Montello, ecco il testo. Non firmano Montello, San Paolo e Albano

Ecco le osservazioni che 11 sindaci hanno presentato alla Provincia di Bergamo sul progetto del Termovalorizzatore che la Montello spa vuole realizzare nel suo impianto. 41 Comuni, tranne i tre più interessati, San Paolo d’Argon, Montello e Albano Sant’Alessandro che, evidentemente, non hanno nulla da osservare sul possibile impatto di un termovalorizzatore in una zona già di per se soffertente a causa delle continue puzze che invadono giorno, si giorno no, questa zona. A firmare sono i sindaci di Alzano Lombardo, Bagnatica, Berzo San Fermo, Bianzano, Bolgare, Borgo di Terzo, Brusaporto, Calcinate, Carobbio, Casazza, Cavernago, Cenate Sopra, Cenate Sotto, Chiuduno, Costa di Mezzate, Endine Gaiano, Entratico, Gaverina Terme, Gorlago, Gorle, Grone, Luzzana, Monasterolo del Castello, Nembro, Orio al Serio, Pradalunga, Ranica, Ranzanico, Scanzorosciate, Seriate, Spinone al Lago, Telgate, Trescore Balneario, Vigano San Martino, Villa di Serio, Zandobbio, Azzano San Paolo, Grumello del Monte, Torre Boldone, Torre de’ Roveri Grassobbio,  

IL TESTO 

Il testo inizia con le preoccupazioni e la contrarietà dei 41 sindaci per il progetto di realizzazione “ di un termovalorizzatore di potenza pari a 154 MW Nel Comune di Montello. Intervento che risulta essere molto impattante per le nostre realtà ma è rimasto nel più assoluto silenzio della politica, come se ormai tutto fosse possibile nella logica dello sviluppo industriale e infrastrutturale di questa provincia”. 

Per i sindaci poi in Lombardia non serve un nuovo termovalorizzatore visti i 13 già presenti e Regione Lombardia non ha inserito l’impianto progettato a Montello nel suo piano regionale confermando che il termovalorizzatore non serve. 

LA SALUTE

La prima preoccupazione dei sindaci è la salute, in un contesto della qualità dell’aria già pessimo: “l’aggiunta anche solo di un impianto di produzione comporta automaticamente un peggioramento di una situazione già fortemente critica con conseguenze immediate e dirette sulla salute dei cittadini. Recenti studi hanno dimostrato che l’incenerimento dei rifiuti è considerato pericoloso per l’ambiente. L’ulteriore carico che dovrà sopportare la zona è a nostro avviso insostenibile. Localizzare tale impianto in una zona fra le più abitate ed inquinate d’Italia ci sembra quanto meno inopportuno e dal punto di vista ambientale devastante”.

PROMOZIONE TURISTICA

Per i sindaci l’impianto avrebbe ripercussioni anche dal punto di vista turistico: “L’insediamento dista soli 5 km dalle pendici del Monte Misma, ai confini di tre Plis, ai margini del percorso della via delle Sorelle e della ciclovia della Cultura, nel cuore delle terre del Vescovado.

EFFETTI SULL’ECONOMIA

L’intervento comporterà una ciminiera di 80 metri e una fuga dei cittadini con conseguente svalutazione del mercato, riduzione della forza lavoro e conseguenze negative sulle attività commerciali esistenti.

IL NO DEI SINDACO

“Per le ragioni sopra descritte i sindaci esprimono il loro parere negativo alla realizzazione dell’impianto perchè non necessario per la Provincia di Bergamo ed in ogni caso perchè aumenta evidentemente il rischio sanitario dei cittadini che risiedono nei territori interessati. Gli enti che dovranno assumete la decisione finale ed in particolare quelli deputati alla tutela della salute pubblica a prescrivere tutte le mitigazioni ambientali e sanitarie necessarie per ridurre allo zero l’impatto sanitario ed ambientale dell’insediamento, sollevando se necessario l’eccezione sanitaria prevista dalla legge 241/90 ostativa al rilascio dell’autorizzazione

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